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venerdì 12 novembre 2010

SPIGOLI:il brevetto europeo non vuole parlare italiano

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 12/11/2010

C’è una battaglia che l’Italia sta conducendo in Europa e che non ha ancora perso, nonostante la combatta tra l’ostilità di tutta stampa internazionale (con l’eccezione della spagnola: Roma e Madrid sono alleate, su questo fronte). E’ l’annosa battaglia sul regime linguistico del brevetto europeo : un progetto sul tavolo da un decennio e che le imprese considerano importante per la loro competitività. Il problema è che il brevetto europeo dovrebbe essere redatto in tre lingue, francese, inglese e tedesco, mentre Italia e Spagna non accettano l’esclusione di italiano e spagnolo. Semplificare per semplificare, allora facciamo solo inglese, suggerisce Roma, ma Madrid non dice si’ neppure a questo compromesso. Mercoledi’, c’è stata a Bruxelles l’ennesima riunione finita a notte ben fonda con l’ennesima fumata bianca. Il ministro finiano Andrea Ronchi s’era presentato facendo la voce grossa, perchè la Gran Bretagna cercava di aggirare con un artificio l’opposizione italo-spagnola (« Non negoziamo con la pistola sul tavolo, non cediamo ai ricatti ») ; e, durante la discussione, non ha neppure escluso il veto dell’Italia sulla misura. Alla fine, nulla si muove : tutto fermo, partita aperta. Se l’italiano fatica in Europa, recupera, invece, posizioni in America: NYT, WP e WSJ annunciano all’unisono che, grazie ai Cuomo, la nostra lingua ritrova il suo posto fra quelle che danno punti agli studenti che vanno all’Università.

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