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domenica 11 marzo 2012

Nigeria: ostaggio ucciso, dal litigio con Londra al litigio fra di noi

Scritto per Il Fatto Quotidiano dell'11/03/2012

“Non vogliamo accettare che illazioni e diatribe interne si sviluppino sulla pelle dei connazionali a rischio”: la frase del ministro degli esteri Giulio Terzi suona monito a quelle forze politiche come Pdl e Lega che speculano sulla tragica fine di Franco Lamolinara, mentre ancora altri nove italiani sono tenuti sequestrati nel mondo. Fra questi, Rossella Urru e Maria Sandra Mariani, ostaggio da bande in qualche modo assimilabili a quella che ha catturato e poi ucciso l’ingegnere di Gattinara la cui salma è rientrata ieri in Italia dalla Nigeria, accolta dal ministro della difesa Di Paola.

La tensione diplomatica tra Roma e Londra s’è un po’ stemperata nelle ultime ore, dopo che il ministro degli esteri britannico Hague s’è impegnato con il collega Terzi “a fornire una ricostruzione dettagliata minuto per minuto di quanto avvenuto”. Ma s’è invece surriscaldato il clima politico interno.

A dimostrazione della situazione di pericolo in cui operano molti lavoratori italiani all’estero, proprio dalla Nigeria giunge notizia di uno sventato rapimento di un altro ingegnere ad Asaba: qui siamo nel delta del Niger, nel sud, dove episodi del genere sono frequenti, ma non hanno un’impronta terroristica, come nel Nord, dove è stato ammazzato Lamolinara. Secondo quanto riferisce un quotidiano online locale, Renzo Galvagni è sfuggito alla cattura grazie all’intervento della polizia e sta bene. Uno dei rapitori sarebbe stato arrestato, gli altri sarebbero stati identificati. I fatti risalgono a venerdì, ma solo ieri se n’è avuta contezza.

Dopo avere cercato di sopire l’incendio internazionale scatenato tra Italia e Gran Bretagna dall’azione di commando non concordata tra Roma e Londra per liberare Lamolinara e l’ostaggio britannico Chris McManus, poi tragicamente conclusasi, Terzi e il governo cercano di soffocare sul nascere gli strumentali incendi politici interni, anche se c’è qualche malumore e disagio fra diversi corpi dello Stato, gli Esteri, la Difesa, i Servizi segreti, ciascuno incline a mettere in discussione l’operato degli altri.

E, intanto, s’intrecciano voci che non siamo in grado di controllare, sul fatto, ad esempio, che i servizi segreti italiani, e pure la difesa, fossero al corrente dei preparativi del blitz e anche dell’eventualità dell’azione–secondo la stampa di Londra, i commando britannici erano giunti sul posto da due settimane: certo, se ne saranno accorti pure i sequestratori-. C’è pure chi dice che fosse già stato pagato un riscatto per Lamolinara, ma non ve n’è riscontro. Tutti sembrano, invece, concordare sul fatto che l’attacco sia stato lanciataodopo l’arresto di un capo locale di Boko Haram, l’organizzazione terroristica integralista anti-cristiana, che smentisce, però, d’avere avuto un ruolo nel cruento sequestro.

Le versioni sull’accaduto s’intrecciano e si sovrappongono: secondo alcuni testimoni sentiti dall’Afp, il combattimento sarebbe durato ore e ore, ben sette; altre fonti, poco attendibili, però, contraddicono la versione ufficiale, che gli ostaggi sarebbero stati uccisi dai rapitori con colpi alla testa nel bagno dell’appartamento prigione, e li dicono vittime dell’intenso fuoco incrociato –i terroristi avrebbero perso otto uomini-.

L’ordine d’intervenire sarebbe stato dato da Cameron venerdì mattina, ma ci si chiede perché l’azione, condotta da una quarantina di uomini, sia stata lanciata in pieno giorno. Una circostanza che avvalora la tesi che l’attacco sia scattato quando i servizi britannici hanno creduto che gli ostaggi sarebbero stati ceduti a un gruppo ancora più estremista di quello che li aveva presi.

L’appello a non trasformare la tragedia di Lamolinara in un teatrino della politica nostrana non è raccolto da tutti. Se Fini dichiara “piena fiducia” in Terzi e pure nei servizi, proprio uno dei suoi scudieri, Bocchino, dice che “alla Farnesina sono meglio i politici” dei tecnici. Ronchi, un transfuga finiano da andata e ritorno, parla di “figuraccia del governo”, che “ha balbettato”. Linguaggio analogo da parte di Vendola, che accusa il governo di “dilettantismo”. L’Idv dice che l’esecutivo s’è mosso “tardi e male”. Lega e Pdl ci mettono un carico da quaranta. Diverso il linguaggio del Pd: Minniti dice che l’errore è solo britannico; Bersani chiede che Londra chiarisca “una vicenda inspiegabile”, ,

A rispondere in Parlamento, non dovrà essere solo il governo italiano, sollecitato da tutte le forze politiche. L’opposizione laburista, in Gran Bretagna, vuole spiegazioni ai Comuni da Cameron. E, la prossima settimana, anche il ‘ministro degli esteri’ europeo Lady Ashton, guarda caso britannica, riferirà al Parlamento europeo sulle vicende dei marò e degli ostaggi nigeriani.

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