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venerdì 8 ottobre 2010

Immigrazione: Ue risponde picche a Libia

Scritto per il blog de Il Fatto Quotidiano il 08/10/2010

L’Unione europea risponde picche alla Libia, mentre la Francia s’adegua alle richieste di Bruxelles. Notizie sull’immigrazione che non avete forse letto sulla stampa italiana, ma che escono dalle cronache comunitarie di questa settimana.

La Libia. I commissari europei agli Affari interni Cecilia Malmstroem e alla politica di vicinato Stefan Fule hanno fatto una visita in Libia ed hanno concluso un accordo di cooperazione con le autorità di Tripoli: obiettivo, metterle in condizione di meglio contrastare l’immigrazione clandestina e di migliorare, nel contempo, il rispetto dei diritti dei rifugiati e, in generale, dei diritti dell’uomo.

La Commissione europea tiene a disposizione 50 milioni di euro per il triennio 2011-2013 per facilitare l’attuazione dell’intesa da parte della Libia: il denaro non verrà consegnato alle autorità libiche, ma sarà speso direttamente dalla Commissione, dopo avere valutato i progetti che le saranno presentati.

In occasione della visita della delegazione europea, il ministro degli Esteri libico Moussa Koussa ha ripetuto la richiesta di 5 miliardi di euro l’anno rivolta all’Ue
dal dittatore libico Muammar Gheddafi nella sua visita a Roma di fine agosto (e l’Italia s’era impegnata a portare la richiesta all’attenzione dell’Ue). L’agenzia libica Jana ha riferito che il ministro Koussa ha detto che i 5 miliardi servono “a bloccare definitivamente” l’immigrazione clandestina a partire dalle coste libiche.

A Koussa, la Commissione ha risposto di ritenere esagerata la richiesta. Punto e basta. Ma Roma, pur senza avallare la cifra, non spegne le speranze del dittatore : vuole che la questione sia discussa al vertice euro-africano di novembre, che si farà in Libia.

La Francia. Certo vi ricordate lo scambio di battute al vetriolo fra Commissione Ue e governo francese, a proposito delle espulsioni dei rom dalla Francia, con il presidente fNicolas Sarkozy che strillava come un’aquila perchè Viviane Reding, responsabile della giustizia nell’Ue, aveva criticato la Francia con parole forti.

Rispettando le procedure dell’Unione, la Commissione ha poi avviato una procedura d’infrazione nei confronti della Francia. E ora le autorità di Parigi vanno a Canossa del rispetto delle regole comunitarie : entro il 15 ottobre, come previsto, invieranno alla Commissione una risposta completa ai quesiti loro posti nel tentqtivo di evitare che la procedura d’infrazione sul rispetto della libera circolazione delle persone vada avanti. Lo ha detto una fonte francese, a margine di un Consiglio dei ministri dell’Interno dell’Ue a Lussemburgo : « Non possiamo sottrarci ». Per questa volta, almeno, i galletti non fanno chicchirichi’.

giovedì 7 ottobre 2010

Mr B torna in Russia per festeggiare Vladi, amicizia & affari

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 07/10/2010

Una boccata d’aria buona, magari fredda, dopo l’aria fetida dei ‘teatrini’ della politica romani. E, poi, qualche ora fra buoni amici, leali, fidati, mica come quelli di qui che, come ti volti, ti pugnalano a parole e, peggio, se non li compri ti votano contro. Stufo, stanco, irritato, Silvio Berlusconi progetta di trascorrere il week-end in Russia, dall’amico e collega Vladimir Putin, che compie oggi 58 anni (con i suoi 74, Silvio gli è fratello maggiore, meglio zio, potrebbe persino essergli babbo).

Dmitri Peskov, il portavoce del capo del governo di Mosca, informa che «il presidente del Consiglio italiano arriverà venerdi’ sera in aereo a San Pietroburgo» per passare il fine settimana con il premier russo, nei pressi della capitale zarista (dove, di preciso, non è finora dato sapere). Putin ha una dacia a Valdai, a metà strada tra Mosca e San Pietroburgo, dove i due s’incontrarono lo scorso anno, sempre per una festa di compleanno.

Peskov definisce l’incontro «una visita informale, nel corso della quale, pero’, si parlerà anche di cose serie ». Dunque, è ufficiale (e, nel contempo, inquietante): Mr B e Vladi non si racconteranno solo barzellette e non parleranno solo di donnine.

Di cose serie, di yuan e di scambi, di economia e magari di democrazia, Berlusconi dovrà di sicuro parlare oggi, ricevendo a Roma il premier cinese Wen Jiabao, reduce da un Vertice con l’Ue a Bruxelles non facile (la conferenza stampa di fine lavori è stata cancellata). Wen, che in Italia sarà pure ricevuto dal presidente Napolitano, non ha gradito le pressioni europee per una rivalutazione dello yuan.

Dopo le fatiche cinesi, i piaceri russi. Mr B rientrerà in Italia domenica, se i piani saranno rispettati: gli è già capitato, l’inverno scorso, di restare bloccato in Russia più del previsto, causa –era stato spiegato- condizioni atmosferiche proibitive. Giornalisti impiccioni e malevoli, che non avevano trovato traccia delle tempeste di neve evocate nelle cronache moscovite di quei giorni, avevano ipotizzato, per la prolungata assenza del premier italiano, malesseri innescati da libagioni troppo abbondanti o addirittura ragioni mediche.

Certo, Berlusconi vede Putin, cosi’ come vede il dittatore libico Muammar Gheddafi, con una frequenza nettamente superiore a ogni altro leader occidentale (c’è il sospetto che neppure il presidente Medvedev lo veda cosi’ spesso). L’ultima volta è stata solo il mese scorso, dopo il forum della democrazia a Yaroslavl, quando l’incontro avvenne nella dacia di Novo Ogariovo, alle porte di Mosca.

Esponenti dell’opposizione invitano il premier a chiedere all’amico Vladi a che punto è l’inchiesta sull’assassinio della giornalista Anna Politkovskaia, uccisa il 7 ottobre 2006, mentre lavorava a un’inchiesta sulle violazioni dei diritti dell’uomo nella Russia di Putin, in particolare in Cecenia. Proprio ieri, la giustizia russa ha prorogato fino a febbraio le indagini, che non hanno ancora individuato mandanti ed esecutori. E Luigi Zanda, vice-presidente dei senatori del Pd, sollecita Berlusconi a riferire sulla visita in Parlamento, «perchè lo Stato italiano non è una sua proprietà privata».

SPIGOLI: Mr B e Fini, promesse incrociate

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 07/10/2010

Dopo settimane d’ironia, anche la stampa internazionale deve arrendersi all’evidenza: il naso di Mr B cessa di allungarsi come quello di Pinocchio, perchè, questa volta, la promessa di nominare «in settimana» il ministro allo sviluppo economico, mancante da mesi, è rispettata. Ma la scelta di Paolo Romani rilancia, almeno su FT, il ritornello del conflitto d’interessi : l’opposizione sostiene, ricorda il quotidiano economico, che il neo-ministro «ha difeso gli interessi di Mediaset contro Murdoch in una disputa all’Ue per l’accesso al digitale terrestre in Italia ». Il tormentone del conflitto d’interesse non attecchisce altrove, perchè la maggior parte dei media stranieri preferiscono seguire i primi passi del «nuovo soggetto politico», ma tutti scrivono « nuovo partito », di Gianfranco Fini. El Pais e NouvelObs hanno titoli e analisi che collimano: «Fini presenta il suo nuovo partito, guardando già alle elezioni anticipate… Ci sono dubbi sulle capacità della maggioranza di restare coesa fino al 2013». Il tema è pure su les Echos, El Mundo ed El Economista, secondo cui Fini «promette di non ripetere gli errori del passato». Una promessa che Mr B non fa, se no il naso gli torna ad allungarsi.

mercoledì 6 ottobre 2010

UE: Ashton, ambasciatori e democrazia a porte chiuse

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 05/10/2010

Lady Ashton ai ferri corti col Parlamento europeo, che contesta l’idea di democrazia ‘a porte chiuse’ della baronessa. Il ‘ministro degli esteri’ europeo informa in extremis la commissione esteri dell’Assemblea che l’audizione dell’ambasciatore austriaco Hans-Dietmar Schweisgut, destinato a rappresentare l’Ue in Giappone, si sarebbe potuta fare solo «a porte chiuse», perchè –dicono i portavoce- «il Parlamento europeo non è mica il Senato americano», che ha il potere di bocciare i diplomatici designati dal presidente. E i deputati, per tutta risposta, rinviano sine die l’audizione. In realtà, dietro lo scontro ci sono altri problemi non risolti del Seae, il Servizio europeo d’azione esterna, che deve, o forse dovrebbe, entrare in funzione il 1.o dicembre: l’Assemblea cerca di esercitare il massimo del controllo ; e la Ashton vuole sottrarvisi.

SPIGOLI: la diplomazia del cucù e l'Italia di Calimero

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 05/10/2010

L’Italia, il complesso di Calimero, la diplomazia del cucù: la Lettera di Philippe Ridet su Le Monde prende le mosse dallo ‘schiaffo’ alla diplomazia italiana venuto da Lady Ashton, una che vale poco e lavora di meno, ma che il ministro Frattini elogia sempre: su 29 ambasciatori europei nominati dalla baronessa, solo due italiani (e non in posti di prima fila). Il caso è noto, ma Ridet aggiunge che «l’Italia ha ultimamente avuto pochi successi» in Europa ; e, già che c’è, fa l’elenco degli insuccessi (Mario Mauro alla presidenza del Parlamento europeo, Giulio Tremonti a quella dell’Eurogruppo, Mario Draghi –ma un filo di speranza resta, e comunque lui sta all’Advisory Board- alla Bce… Come contromossa, Mr B ha sviluppato la diplomazia del cucù –si chiama cosi’ dallo scherzo che fece ad Angela Merkel (Trieste 2008), saltando fuori da dietro una colonna-: una diplomazia più alla sua portata, anche se non è detto che permetta all’Italia di ritrovare il proprio rango internazionale… Ma se il premier sa reagire vigorosamente, gli italiani, invece, scrive Ridet, hanno una reazione alla Calimero, stile «E’ un’ingiustizia, pero’». Iperberlusconiano e italianissimo, il ministro Bondi, dopo un Festival di Venezia da ‘zero tituli’ per i film italiani, ha fatto cucù ed è stato Calimero: ma –osserva Ridet- il pulcino di Carosello era « triste e faceva tenerezza », Bondi lo rende ridicolo.

martedì 5 ottobre 2010

SPIGOLI: basta un poco di sudicio e Napoli va giù

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 05/10/2010

Basta un poco di sudicio e Napoli va giù: come in un ritornello di Mary Poppins, i cumuli di spazzatura riportano la capitale della Campania sulla stampa internazionale, con il Time che racconta lo scontro sui rifiuti. Una storia di camorra e di malaffare, ma non solo, perchè, scrive il settimanale, «a Napoli la spazzatura è diventata problema politico e piaga ricorrente», oltre che strumento di scaricabarile per Mr B, che una volta era colpa della Regione, quand’era di sinistra, e adesso è colpa del Comune, che è di sinistra. Il Time non mangia la foglia, come, sulle battute blasfeme di quel buon cattolico del premier, non l’hanno mangiata nè l’Osservatore Romano nè l’Avvenire. E la stampa internazionale va loro dietro: Times, Guardian, Telegraph e Le Figaro citano la ramanzina degli organi di stampa della Chiesa; e Liberation ironizza («Il Vaticano fa il sermone a Berlusconi»). Ma poi, come El Mundo, s’indigna per la storia delle case: «La sinistra mi vuole mandare a casa. Ma quale ?, ne ho 20!». S’indignano di meno gli italiani, visto che il No-B day non è stato proprio un successo di partecipazione, anche se gli slogan anti-berlusconiani hanno trovato eco internazionale (El Pais , El Mundo, Daily Mail, Les Echos).

lunedì 4 ottobre 2010

Agence Europe nomina nuovo direttore

Comunicato Stampa dell'Agence Europe del 04/10/2010

À partir de ce lundi, Giampiero Gramaglia est le directeur de la rédaction de l’Agence Europe. Lionel Changeur reste rédacteur en chef et Benoît Cusin devient rédacteur en chef adjoint.

M. Gramaglia est l’ancien directeur de l’ANSA, la principale agence de presse italienne. Dès le commencement de son activité journalistique, il avait suivi les affaires européennes, d’abord en tant que correspondant à Bruxelles du quotidien Gazzetta del Popolo de Turin et ensuite comme chef du bureau bruxellois de l’ANSA, avant de devenir le responsable des bureaux de la même Agence aux Etats-Unis. En 2006, il avait été nommé directeur de l’ANSA à Rome, fonction qu’il a exercée jusqu’en juin 2009.

Il a continué à suivre de près les questions européennes, notamment en tant que commentateur à la télévision, à la radio et dans différents médias de la presse écrite, avant d’être désigné à diriger la rédaction de l’Agence Europe. Il reste conseiller pour la communication de l’Istituto Affari Internazionali (IAI) et secrétaire général du European Press Club (EPC).

Ferdinando Riccardi
Editeur responsable et éditorialiste




With effect from Monday of this week, Giampiero Gramaglia will take up the post of Managing Editor of Agence Europe. Lionel Changeur remains as the Editor and Benoît Cusin has been appointed to the post of Assistant Editor.

Mr Gramaglia is a former Editor in Chief of ANSA, the main Italian press agency. From the outset as a journalist, he has covered European affairs, initially as the Brussels correspondent of Turin daily Gazzetta del Popolo, and then as Head of the Brussels Office of ANSA, before becoming Head of the ANSA Offices in the United States. In 2006, he was appointed ANSA Editor in Chief in Rome, a post he occupied until June 2009.

He continued to monitor European issues, as a commentator on television and radio, and for various press publications, before being appointed to lead the editorial team at Agence Europe. He will continue as Communications Adviser to the Istituto Affari Internazionali (IAI) and Secretary General of the European Press Club (EPC).

Ferdinando Riccardi
Publishing Editor and Leader Writer