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sabato 4 dicembre 2010

Italia-Russia: amorosi sensi di Dmitri e Vladi per Silvio

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 04/12/2010, versione originale

“Noi non siamo paranoici e non leghiamo la qualità dei rapporti russo-italiani alla pubblicazione d’informazioni indiscrete”. Da un russo, mica ti puoi aspettare lo stesso calore verbale che sa metterci un’americana navigata. Ma il presidente Dmitri Medvedev, senza usare parole altisonanti come aveva fatto Hillary Clinton (“L’America non ha alleato migliore dell’Italia di Berlusconi”), tiene fuori dalla porta tutti gli spifferi di Wikileaks che potrebbero raffreddare le relazioni italo-russe. E ne approfitta per lanciare una frecciata all’America: “Questi files dimostrano il cinismo delle valutazioni che prevalgono nella politica statunitense”, che intanto s’affanna, senza riuscirsi del tutto, a oscurare Wikileaks con metodi da hacker.

Medvedev prosegue: “Loro, gli americani, hanno il diritto di fare certe considerazioni, che, però, quando diventano pubbliche possono nuocere ai legami in politica estera e avere effetti negativi”, anche se –preicsa poi- “difficilmente ci saranno contraccolpi” tra Mosca e Washington. “Per quanto riguarda noi e l’Italia, non c’è nulla di critico”. Berlusconi si associa: la fuga di documenti su Wikileaks è “un grave infortunio”, ma “non comporterà cambiamenti” nei rapporti fra i Paesi interessati”.

Anzi, da giovedì Italia e Russia sono legati da un nuovo pegno, perché –caso mai vi fosse sfuggito- l’assegnazione dei Mondiali di calcio del 2018 alla Russia, di cui Medvedev è “entusiasta”, è pure “in piccola parte è merito nostro”, afferma, con la consueta modestia, il presidente del Consiglio, nella conferenza stampa congiunta che chiude il Vertice italo-russo. E i due presidenti a scherzare sull’ipotesi di una finale Russia-Italia, che, allo stato del calcio loro e nostro, pare fantascienza.

Per Mr B, è stato un trittico dei dittatori da stroncare un bue: la Sirte, Astana, Soci, con a corredo sbalzi termici terrificanti. E, invece, il Cavaliere ne torna combattivo e, ovviamente, sorridente: trovarsi fra amici, evidentemente, gli fa bene, mentre in Italia gli toccano le facce lunghe di Fini e Bocchino. In quattro giorni, ha incontrato il colonnello Gheddafi, che con l’avallo dell’Italia riprova a spillare cinque miliardi di euro all’Unione europea; ha abbracciato al vertice dell’Osce, conclusosi con un flop, il satrapo di casa Nursultan Nazarbayev e quello di Bielorussia Aleksandr Lukashenko; e ha fatto comunella con Dmitri e pure Vladi. Detto per inciso, pure gli Stati Uniti di Barack Obama stanno curando i rapporti con Nazarbayev, che ha il merito di assicurare la stabilità di quel enorme serbatoio energetico che è il Kazakhstan, e con Lukashenko, che fa passi verso il disarmo nucleare).

Il Vertice italo-russo, presenti vari ministri delle due parti –per l’Italia, Frattini, La Russa, Romani e la Brambilla-, ha avuto diversi momenti: un incontro a quattrocchi tra i due presidenti, una plenaria, la conferenza stampa e poi una colazione di lavoro, con il premier Putin. Sull’agenda dell’incontro, i grandi dossier internazionali, a partire dal Vertice Ue-Russia della prossima settimana, e poi l’Afghanistan e l’Iran, il Medio Oriente e la lotta al terrorismo, e la definizione di numerosi accordi economici tra società russe e italiane, fra cui Finmeccanica e Poste Italiane, oltre che la messa a punto del programma del 2011 anno della cultura russa in Italia e italiana in Russia..

Per non farsi mancare un po’ del clima delle Olimpiadi della Neve, che proprio Soci organizzerà, nel 2014, i due leader russi hanno portato l’ospite italiano a pranzo in un rifugio fra le montagne di Krasnaya Polyana, alle spalle della località turistica sul Mar Nero: per raggiungere il rifugio, a 1900 metri d’altezza circa, i tre hanno usato una cabinovia. La colazione di lavoro, lassù, s’è svolta, poi, in un clima “di estrema cordialità e amicizia” (e poteva essere altrimenti?), con menù da abbuffata: anatra arrosto, insalata di salmone, soglia del Mar Nero e zuppa di agnello. Ma Dmitri e Vladi non si preoccupano: loro sono sportivi e bruciano le calorie, il premier nuota e fa judo, il presidente s’esibisce alla sbarra in maniche di camicia di fronte a una scolaresca.

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