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domenica 10 febbraio 2013

Usa: Brennan, l'uomo dei droni che uccidono bimbi a capo della Cia

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 10/02/2013

Si dice che, per il suo secondo mandato, Barack Obama voglia intorno a sé uomini più fidati che brillanti o carismatici. E molte delle scelte finora fatte paiono confermare questo asserto, pur con punti interrogativi qua e là: quanto sia fidato, ad esempio, John Kerry, nuovo segretario di Stato, che certo è meno brillante di Hillary Clinton; o quanto lo sia l’imprevedibile, e pure repubblicano, Chuck Hagel, il nuovo capo del Pentagono, che non può essere meno brillante di Leon Panetta.

Ma se c’è uno che prova il teorema è John Brennan, promosso da zar della lotta al terrorismo a capo della Cia al posto di David Petraeus, il generale eroe che poteva essere presidente –repubblicano- nel 2016, ma che è stato tradito da più d’una donna. Brennan è uno che non sgarra: esegue gli ordini anche quando sono ingiusti, come sta venendo fuori in questi giorni, proprio durante il suo esame di fronte alla commissione sicurezza del Senato.

La sua nomina, alla fine, dovrebbe essere avallata. Ma i senatori sfruttano dubbi e polemiche per indurre la Casa Bianca a dare più informazioni su programmi e metodi segreti e discussi, come il ricorso ai droni contro cittadini americani. Brennan è un sostenitore dell’utilizzo degli aerei senza pilota per eliminare nemici scomodi. Però, un comitato dell’Onu ha appena denunciato che centinaia di bambini afghani sarebbero stati vittime negli ultimi cinque anni d’attacchi e bombardamenti, anche con droni: azioni condotte senza cautele a tutela dei civili e “con uno uso della forza indiscriminato”.

Una vita tra Langley, nel Nord della Virginia, dove la Cia ha il quartier generale, e la Casa Bianca, dove ha servito con pari dedizione Amministrazioni repubblicane e democratiche, Brennan, 57 anni, e' nato e cresciuto a North Bergen, New Jersey. Figlio di emigranti irlandesi, entrò nell'intelligence giovanissimo, dopo studi di Scienze Politiche. In 25 anni di carriera nell’Agenzia per antonomasia, posti delicati, come quello a Riad, Arabia Saudita.

Brennan, che parla bene l'arabo, è uno specialista della lotta al terrorismo di matrice islamica. Arrivò alla Casa Bianca nel 1986, come 'daily briefer' di Bill Clinton, cioè il funzionario che informa il presidente sugli sviluppi nelle aree di crisi. Dal 2004 al 2005 ha lavorato con George W. Bush, alla guida del National Counterterrorism Center.

Nel 2008, Obama lo avrebbe già voluto direttore della Cia. Ma Brennan preferì farsi da parte per via di vecchie dichiarazioni a favore delle controverse tecniche speciali di interrogatorio usate contro sospetti terroristi: si accontentò di essere zar dell’antiterrorismo, un incarico non soggetto all’avallo del Congresso. A quel posto, ora, Obama ha messo Lisa Monaco, 44 anni: una delle poche donne della nidiata del secondo mandato, dopo che Susan Rice, rappresentante degli Usa all’Onu, segretario di Stato in pectore dopo Hillary, è stata bruciata dai senatori prima di essere designata.

Da zar dell’antiterrorismo, Brennan, il 1.o maggio 2011 fu alla guida del raid con cui i Navy Seals entrarono nel compound di Osama Bin Laden e lo uccisero. ''Fu uno dei momenti più delicati e pieni d'ansia della mia vita … ogni minuto durò come un giorno''. Nell’annunciarne la nomina, all’inizio di gennaio, il presidente l’ha presentato come “uno degli uomini migliori d’America”, “uno degli esperti più competenti e più rispettati” in tema d’intelligence e di sicurezza nazionale.

Nell'aprile scorso, fu proprio Brennan a rendere pubblico il piano di attacchi con droni della Cia su Pakistan, Yemen, Somalia, Libia e Afghanistan, asserendo legalità, moralità ed efficacia di queste armi micidiali, che non conoscono confini e che non sempre centrano l’obiettivo giusto, o solo quello giusto. E’ soprattutto controversa la possibilità di uccidere cittadini americani all’estero, se considerati “alti dirigenti operativi” di al Qaida o di una “forza affiliata”: non sono solo chiacchiere, perché, nel settembre 2011, un drone eliminò  l’imam radicale Anwar al-Aulaqi, un cittadino Usa. Lo zar ha coordinato il programma e la stesura di “una lista di persone da abbattere” di al Qaida.

Di fronte alla commissione del Senato, Brennan, almeno, non s’è mostrato reticente. E ha pure ammesso di non avere fermato le torture ‘legalizzate’ dal presidente Bush nei momenti più bui dell’ottundimento delle coscienze americane dopo gli attacchi terroristici dell’11 Settembre 2001. Mentre la Casa Bianca ha deciso di giocare a carte scoperte sui droni: il presidente ha autorizzato l’invio al Congresso di documenti riservati, ad esempio su una base segreta di aerei telecomandati in Arabia saudita.

A capo della Cia, Brennan dovrà occuparsi di cyber-spionaggio, la nuova frontiera dell’intelligence, specie in funzione anti-Cina, e ovviamente della Siria di al Assad. Lì la posizione americana, contraria a dare armi ai ribelli, non dovrebbe subire modifiche.

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