P R O S S I M A M E N T E

Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore - Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore - Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore

sabato 1 febbraio 2014

Politica estera Ue: Ecfr, con Bonino Italia torna fra leader d'Europa

Scritto per EurActiv lo 01/02/2014

L’Italia migliora i suoi voti in politica estera, nella pagella di uno dei più prestigiosi ‘think tank’ europei, l’Ecfr. E molto è dovuto al cambio di passo dettato dal ministro Emma Bonino, rispetto ai suoi predecessori.

La quarta edizione dello European Foreign Policy Scorecard è appena uscita: è una valutazione delle performances della politica estera dell'Ue e dei suoi 28 Stati Membri nel 2013, in sei aree specifiche (Medio Oriente e Nord Africa, Est Europa, Russia, Usa, Cina e questioni multilaterali).

Lo European Council on Foreign Relations, cui si deve lo Scorecard, realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo, evidenzia successi e fallimenti della politica estera europea, secondo l’ormai consolidata distinzione, tema per tema, fra Paesi che guidano e Paesi che frenano.

Il rapporto traccia alcune tendenze che Silvia Francescon, direttrice dell’Ufficio di Roma dell’Ecfr, sintetizza così: “Il  2011 era stato un anno cruciale per il processo d’integrazione europea, tra crisi, cambiamenti geopolitici e nuovi equilibri; e il 2012 era stato l'anno della introversione, con i leader dell’Ue che continuavano a concentrarsi sul risanamento dell'economia interna più che sul rilancio dell'Europa sulla scena mondiale. Invece, il 2013 è stato un buon anno per la politica estera dell'Ue nel suo complesso”.

La politica estera è tornata sull’agenda dell’Unione e ha raggiunto importanti obiettivi, ad esempio in Iran e nel Kosovo, dimostrando, a giudizio dell’Ecfr, come l’Europa possa conseguire risultati, quando Stati membri e Istituzioni comunitarie lavorano insieme. Il rapporto nota un miglioramento nella gestione dei rapporti con Cina, Est Europa e Medio oriente e Nord Africa. Meno positiva, anzi peggiorata, invece, la performance dell’Ue verso la Russia e nella gestione delle crisi.

Francia e Gran Bretagna si confermano i Paesi più attivi in politica estera, più della Germania, e Svezia e Polonia si mantengono fra i leader nella politica estera europea.

Da un punto di vista italiano, il 2013 è stato l'anno del ritorno dell'Italia sulla scena internazionale. “Un ritorno importante, da leader –osserva la Francescon-. Se nel 2012 l'Italia ha guidato l'Europa in tre aree d’azione, nel 2013 si è distinta in nove, grazie a una strategia di governo più propositiva, strutturata e orientata al raggiungimento di obiettivi nel lungo periodo, soprattutto nel Mediterraneo e nei Balcani occidentali”.

Fra le aree d’azione dove l’Italia s’è distinta ci sono pure Siria e Iran, la sicurezza nel Nord Africa, la diversificazione energetica, il sostegno alla Somalia, la Serbia, la visione strategica della Turchia. Tutti temi su cui la presenza alla Farnesina della Bonino è influente e determinante: la presenza d’un ministro dinamico e determinato, specie quando i giochi della politica interna non ne impastoiano l’azione, si fa sentire.

Per l’Ecfr, la strategia di politica estera italiana è dunque risultata in linea, se non complementare, con quella europea. L'imminente presidenza di turno italiana del Consiglio dell'Ue ha senza dubbio incoraggiato il governo a darsi priorità e ad adottare un approccio più coerente e di lungo periodo. E il sostegno all'Unione politica e agli Stati Uniti d'Europa, sia pure visti come ‘federazione leggera’, consentono all'Italia di tornare a essere un importante sostenitore dell'integrazione europea.

Nessun commento:

Posta un commento