Scritto per EurActiv.it il 23/11/2014
L’Università per l’Europa incontra il sottosegretario
agli Affari Europei Sandro Gozi: l’iniziativa ‘verso l’Unione politica’,
lanciata e animata dal professor Francesco Gui, docente alla Sapienza e
segretario regionale del Movimento federalista del Lazio, sollecita il Governo
a promuovere iniziative per rilanciare il percorso dell’integrazione,
nell’ultimo scorcio del semestre di presidenza di turno italiana del Consiglio
dell’Ue.
All’incontro con Gozi erano presenti docenti universitari,
con il pro-rettore della Sapienza Antonello Biagini, e presidi
e professori delle scuole medie superiori, diplomatici, esperti e specialisti
d’affari europei e internazionali, esponenti federalisti.
Nel suo intervento, l’onorevole Gozi ha rivendicato alla presidenza italiana l’attenzione ottenuta sulle priorità
della crescita e dell’occupazione, ha sottolineato le difficoltà e i disaccordi
cui va oggi incontro –nella stessa Ue- un progetto d’Unione politica europea e
ha messo in dubbio la visione di quanti considerano la Commissione europea un
primo nucleo di governo europeo.
Se l’euro da solo non basta a tenere desto il
sogno europeo, e se le riforme, avvertite come vincolo esterno, cioè europeo,
non vanno in porto, bisogna porre con forza il tema delle istituzioni, senza,
però, avere ambizioni di revisione
dei Trattati, su cui c’è la disponibilità solo di due Paesi, il Belgio
in senso europeista, la Gran Bretagna in direzione opposta.
Nel dibattito, è emerso che la presidenza italiana può cercare di lasciare in eredità ai suoi successori una ‘roadmap’, che tenga conto di quanto rimasto inattuato del ‘rapporto dei quattro presidenti’ d’un anno fa –tutto, di fatto, tranne l’Unione bancaria, in fase di completamento- e punti a ridefinire, migliorare e rendere più efficace la governance dell’Ue, tenendo anche presente il potenziale d’integrazione rappresentato dalle cooperazioni rafforzate.
Nel dibattito, è emerso che la presidenza italiana può cercare di lasciare in eredità ai suoi successori una ‘roadmap’, che tenga conto di quanto rimasto inattuato del ‘rapporto dei quattro presidenti’ d’un anno fa –tutto, di fatto, tranne l’Unione bancaria, in fase di completamento- e punti a ridefinire, migliorare e rendere più efficace la governance dell’Ue, tenendo anche presente il potenziale d’integrazione rappresentato dalle cooperazioni rafforzate.
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