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sabato 21 giugno 2014

Ue: Commissione, presidenza, sì Pse a Junker, Schulz a Pe

Scritto per EurActiv.it il 21/06/2014, su dispacci d'agenzia

L’orizzonte della presidenza di turno italiana del Consiglio dell’Ue si sgombra. Ma, nel contempo,  Matteo Renzi perde una possibilità di mediazione. Il vertice europeo socialista, convocato a Parigi dal presidente francese François Hollande, spiana la strada ad un popolare, Jean-Claude Juncker, alla presidenza della Commissione europea, mentre il suo rivale socialista, Martin Schulz, presidente uscente del Parlamento europeo, punta a succedere a se stesso alla testa dell’Assemblea.

L’intesa che si profila tra popolari e socialisti, preannunciata dall’accordo in Germania tra la Cdu della cancelliera Merkel e l’Spd, alleati nella coalizione di governo, suona sconfitta per il premier britannico David Cameron, che ha guidato la fronda anti-Juncker.

Otto capi di Stato e di governo socialisti europei, tra cui l'italiano Renzi, si sono riuniti Parigi: l'austriaco Werner Faymann, il belga Elio Di Rupo, la danese Helle Thorning Schmidt, il romeno Victor Ponta, lo slovacco Robert Fico e il ceco Bohuslav Sobotka. Presenti pure il vicecancelliere tedesco della Spd Sigmar Gabriel e Schulz, in quanto capogruppo socialista al Parlamento europeo,  oltre ai leader socialisti di altri 6 Paesi. In agenda, futuro dell'Unione e nomine, in vista del Vertice del 26 e 27 giugno.

Hollande è stato incaricato dai suoi colleghi di portare al Consiglio europeo i loro "orientamenti" sul futuro dell'Europa, confermando l'apertura alla nomina di Juncker alla guida della Commissione. "Rispettiamo le istituzioni europee e le indicazioni delle elezioni", ha spiegato il titolare dell'Eliseo al termine del consulto a Parigi: "Il partito che arriva in testa deve potere proporre il suo candidato, in questo caso Juncker".

I leader socialisti, ha però aggiunto Hollande, "vogliono che l'insieme delle responsabilità europee sia discusso al prossimo Consiglio", perché "ci sono altre cariche che possono spettare a nomi d’ispirazione socialdemocratica".

Di qui alla fine dell’anno, oltre alle presidenze della Commissione e del Parlamento, vanno indicati il presidente del Consiglio europeo –la premier danese Thorning Schmidt s’è però chiamata fuori: “Resto premier”, ha detto- e il ‘ministro degli esteri’ dell’Ue, oltre che, eventualmente, il presidente dell’Eurogruppo.

Schulz è stato "ufficialmente" candidato dai leader europei di area socialista a succedere a se stesso alla guida dell'assemblea di Strasburgo. Anche per Schulz, tedesco, Spd, l’obiettivo è "un accordo su un pacchetto di nomine" che comprenda anche alcuni nomi dell'area socialista.

Lo stesso ha sostanzialmente detto il vicecancelliere tedesco Gabriel, secondo cui i leader socialisti sono "pronti ad appoggiare Juncker alla presidenza della Commissione", ma si aspettano "che altre cariche disponibili vadano a socialisti". L’accordo tra la Merkel e Gabriel prevede che la Germania designi a Bruxelles un commissario europeo di area Cdu.

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