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mercoledì 10 febbraio 2016

Usa 2016: primarie; NH, vincono Trump e Sanders, Bush c’è, botta Hillary

Scritto per www.GpNewsUsa2016.eu e Formiche.net e, in versione diversa, per il blog de Il Fatto Quotidiano il 10/02/2016 

Questa volta, vincono i favoriti: Donald Trump fra i repubblicani e Bernie Sanders fra i democratici s’impongono nelle primarie del New Hampshire. Hillary Clinton subisce una netta, seppur scontata, sconfitta, mentre si rimescolano le carte fra i rivali del magnate dell’immobiliare: John Kasich, governatore dell’Ohio, emerge bene al secondo posto con il 16% dei voti, ma un redivivo Jeb Bush, Ted Cruz, vincitore nello Iowa, e Marco Rubio, terzo nello Iowa e che puntava al secondo posto, ma finisce solo quinto, sono tutti in un fazzoletto tra il 12 e il 10%.

Esteso un po’ più della Lombardia – quasi 25mila kmq -, con meno d’un milione 400mila abitanti, lo Stato del Granito, come viene chiamato il New Hampshire, designa con il voto 24 delegati democratici e 23 repubblicani alle convention del prossimo luglio – meno di quelli designati la scorsa settimane dalle assemblee nello Iowa, rispettivamente 44 e 30 -.

I risultati del New Hampshire lasciano presagire che l’incertezza su quali saranno i due candidati dei maggiori partiti si protrarrà ancora per settimane, se non per mesi, fino alle convention di luglio. E il quadro potrebbe ulteriormente complicarsi se dovesse scendere in lizza come indipendente Michael Bloomberg, tycoon dei media. A febbraio si vota in South Carolina e Nevada; poi, martedì 1° marzo, sarà il Super-Martedì, con 14 Stati a scegliere i delegati.

Nonostante la neve, la partecipazione al voto nel New Hampshire è stata notevole: molti seggi hanno dovuto protrarre l’apertura, vista l’affluenza. Sanders e Trump hanno pescato nella rabbia e nella delusione della classe media bianca, che s’è sentita trascurata negli otto anni di presidenza Obama. La composizione etnica del New Hampshire non riflette quella dell’insieme dell’Unione, con poco spazio a neri e ispanici. Sembra che gli elettori di entrambi i partiti non abbiano votato pensando all'eleggibilità del loro campione, ma piuttosto contro l’apparato politico da cui si sono sentiti traditi. E i giovani e le donne democratiche hanno di nuovo preferito Bernie a Hillary.

Fra i democratici, Sanders, il senatore del Vermont – Stato confinante con il New Hampshire -, che si autodefinisce ‘socialista’ ha avuto il 60% dei suffragi -13 delegati-, la Clinton il 39% -9 delegati-: il distacco è stato maggiore di quello previsto dagli ultimi sondaggi, l’ex first lady, che aveva vinto d’un soffio nello Iowa, non è riuscita a compiere una rimonta sia pure parziale. Nel 2008, quando fallì la corsa alla nomination, Hillary aveva perso nello Iowa, ma vinto nel New Hampshire.

Fra i repubblicani, Trump è al 35% -10 delegati-: lo showman, battuto a sorpresa nello Iowa, doveva imporsi qui, per non offuscare ulteriormente la sua aura vincente. Tre delegati a Kasich (16% dei voti), due a Cruz (12%) e a Bush (11%) - Rubio è poco sotto l’11% -. L’ex governatore della Florida, e favorito all’inizio della corsa, Jeb Bush, ha tenuto viva la sua campagna: molti suoi finanziatori avevano avvertito che non lo avrebbero più sostenuto se fosse andato a fondo pure qui.

Sembrano in bilico, invece, le campagne del governatore del New Jersey Chris Christie (8%) e ancor più quelle del guru nero Ben Carson, dell’unica donna Carly Fiorina, del senatore del Kentucky Rand Paul, dell’ex governatore della Virginia Jim Gilmore e dell’ex senatore Rick Santorum, tutti sotto il 5% anche qui, dopo essere già stati deludenti nello Iowa.

Questa volta, gli elettori di Hart's Location, villaggio di una cinquantina di abitanti nella foresta della Montagna Bianca, ci hanno quasi azzeccato: la tradizione, che si rinnova l’Election Day e che dura da quasi 70 anni, vuole che gli elettori si ritrovino in Comune a tarda sera, bevono un caffè e, alla mezzanotte, votino e facciano subito lo spoglio. Risultato: 35 voti espressi su 43 aventi diritto, 12 a Sanders e sette a Hillary tra i democratici; tra i repubblicani, lotta serrata, cinque suffragi a Kasich, quattro a Trump, due a Christie e uno ciascuno a Bush, Rubio e Carson, mentre due schede erano per un candidato locale.

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