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mercoledì 17 dicembre 2014

Ue: Ice, rischio di eutanasia per New Deal 4 Europe

Scritto per EurActiv.it il 17/12/2014
Rischio di eutanasia per l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) New Deal 4 Europe, che chiede l'avvio di un piano straordinario di investimenti europei per rilanciare lo sviluppo sostenibile e l'occupazione. L’Ice potrebbe spegnersi prima del previsto o evolvere verso altre forme di mobilitazione popolare.
Di fronte all'afflusso non incoraggiante delle firme, neppure 20 mila rispetto al milione necessario, a meno di tre mesi dalla conclusione, il 7 marzo, dell’anno concesso per la raccolta, in una recente riunione del comitato promotore italiano è stata ventilata l’ipotesi di proporre al comitato europeo, che deve riunirsi a inizio 2015, di chiudere l’iniziativa e di rilanciarla o sotto forma di petizione al Parlamento europeo o sempre come Ice, ma con una nuova formulazione.
L’ipotesi non fa però l’unanimità fra i promotori italiani: c’è chi pensa che per decidere il da farsi bisogna prima attendere comunque la scadenza del 7 marzo.
L’ipotesi di chiusura e di rilancio di New Deal 4 Europe si basa sul fatto che alcuni obiettivi sarebbero già stati conseguiti, almeno potenzialmente, con il cosiddetto ‘piano Juncker’ per la crescita e l’occupazione, che, stanziando 21 miliardi di euro, ne mobiliterebbe oltre 300.
L’Iniziativa dei cittadini europei è una proposta di legge che, per essere recepita dalla Commissione europea,  deve raccogliere un milione di adesioni di cittadini di almeno sette paesi Ue entro un anno. Il New Deal europeo prevede, fra l’altro, di utilizzare la tassa sulle transazioni finanziarie e una nuova carbon tax (ovvero una tassa sulle emissioni inquinanti) a garanzia d’emissioni di titoli di Stato europei, così da ottenere un investimento annuo di circa 100 miliardi di euro. Soprattutto la carbon tax avrebbe ottenuto poco sostegno in Germania e in altri Paesi.
L'Ice è sostenuta da un Manifesto i cui primi firmatari sono grandi personalità europee (fra cui Michel Albert, Ulrich Beck, don Luigi Ciotti, Daniel Cohn Bendit, Monica Frassoni, Emilio Gabaglio, Sylvie Goulard, Pascal Lamy, John Palmer, Romano Prodi, Barbara Spinelli e molti altri).
Èd è formalmente appoggiata da molte realtà dell'europeismo, del sindacalismo e della società civile. Del Comitato promotore italiano fanno parte: Associazione Cattolica dei Lavoratori Italiani (ACLI); Federazione delle ACLI Internazionali; Associazione Europea degli Insegnanti (AEDE); Associazione Italiana dei Consigli dei Comuni e delle Regioni d'Europa (AICCRE); Altramente; Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI); Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (ARCI); Network sindacale e di ricerca Attore Sociale Europeo per una Governance Europea (ASEGE); Centro Einstein di Studi Internazionali (CESI); Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL); Centro Internazionale di Formazione Europea (CIFE); Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL); European Alternatives; Freedom, Legality and Rights in Europe (FLARE); Libera; Legambiente; Libertà e Giustizia; Movimento Federalista Europeo (MFE); Movimento Europeo; Unione Italiana del Lavoro (UIL).

Eppure, nonostante questo schieramento apparentemente impressionante di personalità e di sigle, l’impatto dell’Iniziativa, almeno a giudicare dalle firme finora raccolte, è stato modesto. Anche perché non tutte le personalità né tutte le organizzazioni vi si sono davvero impegnate. In questo contesto, con la prospettiva d’un fallimento, ha germogliato l’idea dell’eutanasia.

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