P R O S S I M A M E N T E

Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore - Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore - Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore

domenica 14 dicembre 2014

Usa: protesta razziale; troppi morti ammazzati (neri), poca giustizia

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 14/12/2014

Una, due, tre, troppe Ferguson. E i neri d’America tornano a marciare su Washington, come fecero il 28 agosto 1963, quando il pastore Martin Luther King pronunciò il ‘discorso del sogno’, davanti al Lincoln Memorial, con la spianata del Mall gremita di gente fino all’obelisco di Washington.

Questa volta i manifestanti non sono così numerosi: decine di migliaia, comunque più dei 5000 mila che gli organizzatori avevano prudentemente previsto. L’America è di nuovo in strada a protestare: ieri a Washington e New York; da settimane ormai in decine di località. Come ai tempi del Vietnam e dell’affermazione dei diritti civili.

In 50 anni, certo, gli afro-americani hanno conquistato posizioni importanti nella società, poliziotti, giudici, professori, astronauti, scienziati, ministri, fino alla Casa Bianca. Ma le cronache mostrano che l’uguaglianza di fronte alla giustizia non è ancora garantita.

Chi marcia protesta contro gli agenti di polizia che hanno ucciso cittadini neri disarmati a Ferguson, nel Missouri, a Cleveland nell’Ohio, a Orlando in Florida e a New York; e contro giudici e giurie che hanno lasciato impuniti i responsabili. Tutti a mani alzate, in segno di resa, a gridare "Non sparare", o "Non respiro".

“Giustizia per tutti”, “Siamo tutti uguali'', “La vita dei neri conta”, ''Basta violenza della polizia'' dicono alcuni degli striscioni che i manifestanti sciorinano. Ma ce ne sono di più aggressivi, che scandiscono “Niente giustizia, niente pace”.

I due episodi che hanno innescato la nuova stagione di fermenti razziali in tutta l’Unione sono stati la mancata incriminazione degli agenti responsabili della morte di Michael Brown a Ferguson e d’Eric Garner a New York, oltre che l’uccisione Cleveland di un ragazzino di 12 anni che giocava in un parco con un’arma finta.

"Abbiamo bisogno di più che di sole parole, vogliamo un'azione legislativa", sostiene Al Sharpton, il pastore che guida la protesta a Washington. E’ una critica implicita al presidente Obama, che pare timoroso di ‘agire da nero’ alla Casa Bianca: riconosce che le comunità di colore hanno motivi per protestare, ma raccomanda soprattutto la moderazione.

I manifestanti chiedono al Congresso di approvare una legge che attribuisca ai procuratori federali la responsabilità dei casi che coinvolgono agenti, poiché i magistrati locali, che lavorano a contatto con la polizia, sono in conflitto di interessi, spiega Sharpton. Del resto, l’avanzata dei diritti civili, negli Stati Uniti, è stata sempre promossa a livello federale più che statale.

Alla marcia di Washington partecipano i familiari di Brown e di Garner e anche di Akai Gurley – altra vittima della polizia di New York -. E di Trayvon Martin, ucciso da un vigilante ispanico – di lui, Obama disse che poteva essere suo figlio -.

A Washington, i manifestanti si sono dati appuntamento a Freedom Plaza a mezzogiorno e hanno poi ‘occupato’ Pennsylvania Avenue, tra la Casa Bianca e il Campidoglio. A New York, il raduno era a Washington Square: i dimostranti hanno sfilato fino al quartier generale del New York Police Department a Lower Manhattan, il celebre NYPD di tante serie tv. 

Poche ore prima della protesta nera, il sindacato degli agenti di polizia della Grande Mela lanciava una petizione online, perché il sindaco Bill de Blasio non partecipi più ai funerali dei poliziotti che perdono la vita sul lavoro. Il sindacato ritiene la presenza di de Blasio un "insulto al loro sacrificio" visto il "rifiuto del sindaco di mostrare agli agenti il sostegno e l’appoggio che meritano".

De Blasio ha criticato la mancata incriminazione del poliziotto che uccise Garner: un passo che non è piaciuto a 2/3 dei newyorchesi. Lo spartiacque razziale è netto, nel giudizio sul sindaco che guarda alla Casa Bianca: piace al 70% dei nei, solo a un terzo dei bianchi.

Nessun commento:

Posta un commento