P R O S S I M A M E N T E

Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore - Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore - Buone Feste - Sereno Natale - Un 2017 Migliore

mercoledì 1 ottobre 2014

Diritti (umani e non solo): l’anno orribile delle loro violazioni

Scritto per Media Duemila online lo 01/10/2014

 Viviamo nell’epoca dei diritti: sulla carta, l’umanità non ne ha mai avuti tanti, grazie all’avanzare della tolleranza e della tecnologia. Al punto che abbiamo cominciato a mettere steccati, per evitare che l’esercizio dei diritti (ad esempio, d’informazione) altrui diventi una violazione dei diritti (ad esempio, di privacy) nostri.

Ma, mentre siamo lì a preoccuparci di proteggerci dall’eccesso di diritti, o a batterci per quelli degli animali, o a crogiolarsi nell’avanzata dei diritti civili, legati in particolare in questa fase agli orientamenti sessuali, o alle pratiche riproduttive, le cronache ci parlano di diritti violati: da HongKong al Nazareno, passando per la Russia di Putin e l’Ungheria ‘europea’, la Cina e gli Usa, per finire allo Stato islamico del califfo al-Baghdadi.

Per carità, sono cose diversissime l’una dall’altra e da non mettere assolutamente sullo stesso piano. Nel calderone, ci mettiamo la limitazione dei diritti politici e di espressione nella ex colonia britannica divenuta Cina senza troppo entusiasmo; e la riduzione delle tutele dei lavoratori che paiono il tratto caratterizzante del ‘Jobs act’ cui lavorano il premier Renzi, il suo governo, la sua maggioranza dentro un partito che fu ‘dei lavoratori’; e, ancora, il disegno dell’autocrate Putin di limitare l’accesso a internet in Russia, come del resto già avviene in Cina e altrove; o i vincoli alla libertà di stampa nell’Ungheria che sta dentro l’Ue; e, in un crescendo d’allarme, il lento riconoscimento dei diritti delle donne in molti Paesi; o le esecuzioni capitali di massa in Cina e in Iran, ma pure quelle in serie negli Stati Uniti; o le violazioni della libertà di religione e del diritto alla dignità, oltre che alla vita, degli emigranti; o, infine,  le barbarie contro i diritti dell’uomo delle milizie jihadiste di un islam integralista e disumano che sommano e integrano tutte le specie di violazioni.

Cose, lo ripetiamo, diversissime, che stanno su piani molto diversi e lontani l’uno dall’altro. Ma –sarà la crisi, o il sentimento d’insicurezza- la violazione, o almeno la limitazione dei diritti, impegna governi e istituzioni molto di più della loro tutela, almeno a casa loro, ché quando si tratta di denunciare quel che succede altrove tutti fanno la voce grossa, se non sono in gioco (troppi) interessi economici.

Perché altrimenti succede che il premier italiano, capo del governo del Paese che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, vada in Egitto a stringere la mano sorridendo al neo-satrapo, giunto al potere dopo essersi sbarazzato del presidente legittimo, e manco gli ricordi le negazioni dei diritti politici di buona parte dei suoi cittadini e la repressione della libertà di stampa.

La difesa dei diritti pare confinata a cittadelle irriducibili, come, in Italia, il partito radicale, il cui leader storico Marco Pannella fa una battaglia per il diritto alla dignità in carcere e nella malattia di un boss della mafia come Provenzano, mantenuto a un regime carcerario di massima sicurezza nonostante sia ormai allo stremo della vita.

Forse sono solo mie ubbie. Ma se il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon parla di “diritti dell’uomo sotto attacco” e di “anno terribile” per il loro –mancato- rispetto, vuol dire che qualcosa sotto c’è.

Nessun commento:

Posta un commento