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domenica 26 febbraio 2012

Usa 2012: le donne timorate di dio, la paura e Santorum

Scritto per il blog de Il Fatto Quotidiano il 25/02/2012

Le donne americane stanno con Rick Santorum. Beh, non esageriamo: le donne repubblicane stanno con Rick. No, è ancora troppo: le donne conservatrici. La cerchia sarà limitata, ma le posizioni sull’aborto, la contraccezione, la famiglia dell’avvocato di Pittsburgh gli valgono il sostegno dell’America al femminile timorata di dio.

Proprio quelle posizioni che, invece, preoccupano l’establishment repubblicano, convinto che l’estremismo religioso dell’ex senatore italo-americano azzeri le speranze di successo del partito alle elezioni presidenziali del 6 novembre.

Un sondaggio di Washington Post e Abc indica che l’ascesa di Santorum fra le donne è più marcata che sull’insieme dell’elettorato. I giudizi positivi delle repubblicane su Santorum e sul suo rivale Mitt Romney sono praticamente equivalenti, ma l’ex governatore del Massachussetts ha un fardello di giudizi negativi quasi doppio dell’ex senatore.

Nell’imminenza delle primarie di martedì in Michigan e in Arizona, Santorum è ormai un candidato da prendere sul serio. Lo dimostrano i sondaggi, che lo proiettano battistrada a livello nazionale - finora, una posizione sempre appannaggio di Romney – e che lo indicano testa a testa con Romney in entrambi gli Stati (gli altri due in lizza, Newt Gingrich e Ron Paul, appaiono fuori gioco).

Ma lo dimostrano pure l’attenzione che l’avvocato per la prima volta riceve dalla Casa Bianca, che reagisce quando Santorum dice che i valori del presidente Obama “non sono basati sulla Bibbia”; e gli attacchi che lo bersagliano. Donald Trump, il riccone con la passione per la tv e le belle donne, considera la sua candidatura alla Casa Bianca “un regalo ai democratici” perché offrirebbe a Obama una facile riconferma.

Ma c’è pure chi lo incoraggia, come Rupert Murdoch, il magnate dell’informazione, che lo accompagna nella sua ascesa con i suoi media e lo incita: “se vinci nel Michigan, è fatta”, afferma, perché lo Stato dell’auto era, sulla carta, promesso a Romney. Gingrich, l’ex speaker della Camera, che contende, sempre più flebilmente, il campo dei conservatori a Santorum, pensa, infatti, che, se perde in Michigan, Romney dovrebbe ritirarsi. E lui, allora, che, dall’inizio delle primarie, ha sempre perso, tranne che nella South Carolina?

Ma il vero segnale che Santorum fa paura, a Romney, a Gingrich, e pure ai repubblicani con un po’ di sale in zucca, è il proliferare di illazioni e indiscrezioni, sui blog della politica americana, sull’ipotesi di una convention aperta: che, cioè, non si giunga a Tampa in estate con la maggioranza dei delegati già assegnata a un candidato. In questo caso, gli anti-Santorum dell’ultima ora potrebbero essere Jeb Bush, figlio e fratello di presidente, ex governatore della Florida, oppure Mitch Daniels, governatore dell’Indiana, o ancora Chris Christie, governatore del New Jersey.

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