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venerdì 3 giugno 2011

Italia 150: a Roma i problemi del Mondo (oltre a tutti i nostri)

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 03/06/2011

Per un giorno, ed è quello giusto, il 2 giugno, la Festa della Repubblica nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Roma diventa crocevia della diplomazia internazionale e si ricorda d’essere stata ‘caput mundi’. La presenza di notabili di mezzo mondo –una quarantina i capi di Stato o i loro vice, un’ottantina i Paesi rappresentati- ravviva l’interesse della stampa internazionale, al di là della foto della parata che trovate su un sacco di siti e di giornali, le frecce tricolori che sfiorano il Vittoriano, che di suoi di anni ne fa cento. Il presidente Napolitano lascia la festa “orgoglioso e soddisfatto”, dice, dell’immagine “viva e dinamica” offerta. Gli ospiti se ne vanno, ciascuno avendo contaminato la Città Eterna dei propri problemi. Il segretario generale dell’Onu Ban Ky-moon è preoccupato dello stallo in Libia e spera che l’Italia non riduca le forze in Libano. Il vice-presidente americano Biden e il presidente afghano Karzai, hanno il cruccio dell’offensiva dei talebani dopo l’uccisione di bin Laden, anche al di là del confine con il Pakistan, dove gli scontri in queste ore fanno almeno 75 morti. Imbucato, più che invitato, c’è pure il ministro del petrolio libico, Ghanem, che annuncia la sua defezione: “Mi unisco alla rivolta”, dice, mentre la Nato proroga la missione militare di altri 90 giorni –hai voglia le settimane di cui parlavano Frattini e La Russa un mese fa-. In un giorno così, nessuno nega una parola d’amicizia all’Italia, che spalanca agli ospiti i Giardini del Quirinale e i Palazzi del Potere. A parata finita, il premier Berlusconi riceve i leader che non scappano subito via a Villa Pamphili. Lì, il presidente del Consiglio europeo, il belga Van Rompuy, fa l’elogio della politica di bilancio italiana. Certo, il premier gli promette di azzerare il deficit entro il 2014. Tanto, toccherà poi ad altri renderne conto alla scadenza.

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