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sabato 14 luglio 2012

Il Prof e i guru: Monti spiega l'Italia della 'new economy'

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 14/07/2012

Il Prof e i guru: tra profumi di miliardi e cortine di riserbo, Mario Monti partecipa alla 30.a edizione della conferenza Allen & Co., a Sun Valley, località sciistica sulle Montagne Rocciose, nell’Idaho. L’evento è rigorosamente a porte chiuse: il premier viene intervistato da Charlie Rose, anchorman della Cbs, davanti ai vip dei media americani e della ‘high tech’. Politici, ce ne sono pochissimi: Mitt Romney, candidato repubblicano alla Casa Bianca, non si fa vedere, anche se è qui vicino - americanamente parlando, pur sempre un migliaio di chilometri- a raccogliere fondi nel Wyoming. C’è, invece, uno dei suoi possibili ‘vice’, Chris Christie, governatore del New Jersey.

Alla cena che, l’altra sera, ha inaugurato l’esclusivo appuntamento c’erano oltre cento persone, tutte a casa di Herb Allen, nipote del fondatore della banca d’investimenti che gestisce l’iniziativa: Herb aveva ospiti con Monti e il presidente Fiat John Elkann il sindaco di New York Michael Bloomberg e quello di Chicago Rahm Emanuel, un luogotenente del presidente Barack Obama; il presidente di Google Eric Schmidt e l’ad di Facebook Mark Zuckerberg, Rupert Murdoch con i figli James - ingrassato - e Lachlan e l’ad di Apple Tim Cook; e ancora Bill Gates, Warren Buffett, la stilista Diane Von Fustenberg e il direttore della Cia David Petraeus, il generale che combatté gli insorti in Afghanistan nella fase più cruenta di quel conflitto.

Una compagnia eterogenea, non proprio la congrega ideale per Monti, che uno s’immaginerebbe più a suo agio alla analoga annuale conferenza economica di Jackson Hole, nel Wyoming, una sorta di Davos americana. Che cosa è venuto a farci, qui, il premier, in un momento che forse non era sbagliato starsene in Italia? L’obiettivo è spiegare l’Italia ai guru dei media e dell’ ‘internet society’.

Il clima è positivo, ma c’è pure scetticismo. Buffett, il miliardario ‘di sinistra’, dice alla Cnbc che, se l’economia americana “rallenta”, quella europea sta iniziando “a scivolare abbastanza rapidamente”; e aggiunge di ritenere che l’eurozona non possa andare avanti così com’è disegnata. Buffett, oggi, è protagonista dell’evento clou di tutta la conferenza, intervistato da Oprah Winfrey.

L’evento è blindato, le informazioni filtrano a spizzichi. Durante l’intervista di rose, Gates, il primo del pubblico a fare una domanda, chiede a Monti in modo diretto se l’Italia è davvero capace d’essere virtuosa e di realizzare le riforme. Monti, riferisce un industriale italiano presente al botta e risposta, Gianfranco Zoppas, patron dell'omonima azienda, la prende alla larga: Usa e Ue, sostiene, hanno lo stesso problema, la capacità di esprimere una leadership comune. E poi invita ad avere fiducia nell’Italia, perché i cambiamenti culturali richiedono tempo: dice che le banche italiane sono solide; che sulla riforma del lavoro c’è ancora molto da fare; che il popolo italiano non ha finora incontrato il governo giusto –ma mica lo si trova per strada- e che l’Italia ha finora dato molto e ricevuto poco, con un riferimento agli strumenti di sostegno europei; racconta della banda larga e pure di DigItalia.

Certo, non sarebbe proprio la giornata giusta, per venire a sciorinare l’Italia che verrà, dopo che Moody’s ha di nuovo retrocesso la credibilità del Paese. Ma i mercati paiono indifferenti all’agenzia di rating. E, in quest’azione di promozione sulla scena internazionale, il premier può partire dall’analisi recente dell’Fmi, che ha promosso il suo Governo e ne ha lodato l’ “ambiziosa agenda”, pur mettendo in evidenza i rischi di contagio permanenti nell’eurozona. A Sun Valley, del resto, c’è pure gente che fa il tifo per un euro forte –lo stesso Buffett- e che giudica l’Italia fortunata ad averlo come premier –magari, avevano conosciuto il suo predecessore-.

C’è pure una mini-protesta, in questa località che è stata la ‘seconda casa’ di molti nomi celebri: Ernest Hemingway e Gary Cooper, Clarke Gable e la famiglia Kennedy, prima che i “ricchi e potenti” ne facessero un feudo. Un’avanguardia di Occupy, cinque persone, si sdraia a terra davanti a uno degli ingressi del complesso che ospita la conferenza. La polizia interviene e li porta via: “Questa per noi è una scena del crimine”, dice il portavoce del manipolo, Shavone Hasse.

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