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giovedì 22 novembre 2012

Ue: bilancio, il Vertice deve ancora iniziare ed è già rinvio

Scritto per l'Indro il 22/11/2012

Il Vertice deve ancora iniziare e la soluzione di un rinvio appare già scontata. Almeno nelle parole della cancelliera tedesca Angela Merkel, che, arrivando a Bruxelles, dice ad alta voce quel che si sussurra da giorni a Berlino: che un rinvio non sarebbe per nulla drammatico. E si parla di un nuovo Consiglio europeo straordinario il prossimo gennaio, perché il calendario di dicembre è occupato da un Vertice consacrato all’Unione bancaria.

Tranne la Merkel, tutti i leader che contano in questa trattativa si sono presentati al Justus Lipsius con dichiarazioni bellicose. In primo luogo, il premier britannico David Cameron, che, smentendo le indiscrezioni del Financial Times su una sua linea cedevole, fa sapere che Londra non intende rinunciare al proprio sconto sul contributo al bilancio comunitario, senza, però, evocare l’ipotesi d’un ricorso al veto.

Il premier italiano Mario Monti dice che non accetterà che l’Italia sia penalizzata –e ci mancherebbe altro!- e indica le stelle polari d’una possibile intesa: “Equità, solidarietà, uso efficiente delle risorse”. Monti è scortato dai ministri Barca, Catania e Moavero, a conferma che le priorità sono coesione e agricoltura: neppure lui evoca il veto, ma non esclude il rinvio.

Il presidente francese François Mitterrand prefigura Francia e Germania “motori del compromesso”. Il commissario europeo Olli Rehn, il più ottimista, si dice sicuro che tutti i leader “sapranno superare le loro rispettive linee rosse” per andare verso il compromesso.

Il difficile negoziato sulle prospettive finanziarie Ue 2014-2020 è incominciato con i ‘confessionali’ del presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy, che vede in bilaterale, l’uno dopo l’altro, tutti i leader dei 27, per misurarne priorità irrinunciabili e possibili concessioni.

Le posizioni di partenza sono lontane, ma le distanze non paiono a priori incolmabili. Da una parte, ci sono la Commissione e il Parlamento europei, favorevoli a che l’Unione programmi di spendere, in quei sette anni, circa 1100 miliardi di euro. All’estremo opposto, c’è la Gran Bretagna, che non vuole andare oltre i 960 miliardi di euro, praticamente congelando il bilancio sui valori 2011.

Van Rompuy ha già presentato un’ipotesi di compromesso, quasi equidistante tra i due estremi, ma la affinerà nelle prossime ore, dopo avere tirato le somme dei ‘confessionali’ e prima di convocare la plenaria. I lavori proseguiranno nella notte e domani.

Il contesto della trattativa è reso meno sereno dal fatto che, nell’ultima settimana, i Paesi dell’Ue non hanno saputo chiudere nessuno dei contenziosi aperti: il bilancio suppletivo 2012, il bilancio previsionale 2013 e la questione degli aiuti alla Grecia per evitarne la bancarotta. Su questi fronti, sono già programmate, nei prossimi giorni, riunioni d’appello. E la Germania ne suggerisce ora una, quasi a priori, pure sulle prospettive finanziarie, per il cui varo l’urgenza è relativa.

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