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venerdì 4 gennaio 2013

2013: accadde domani, chi esce di scena nell'anno senza anniversari

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 04/01/2012

Si scrive 2013. E viene voglia di leggere ‘noia’. Che anno sarà mai questo, senza Olimpiadi di sorta, né estive né invernali, senza Mondiali di calcio e neppure Europei, senza un bell’anniversario tondo a cercarlo con il lanternino. Tutte ricorrenze mosce che celebrarle sarà difficile: il 60° anniversario della morte di Stalin –il 5 marzo-; il 25° anniversario della strage di piazza Tiananmen –il 4 giugno-; o, ancora, il 20° anniversario della separazione della Cecoslovacchia fra Repubblica Ceca e Slovacchia –già passato, il 1° gennaio, senza che ce n’accorgessimo-.

E, per restare sul fronte della ‘noia’, è l’anno Ue della cittadinanza europea; tema civilissimo, ma – oggettivamente – poco eccitante, anche perché vi sfido a trovare qualcuno che non sia d’accordo. Eppure, le sorprese sono dietro l’angolo, anche quelle annunciate: dovremo imparare a conoscere, ad esempio, i nuovi leader cinesi, specie il prossimo presidente Xi Jinping, designato a novembre dal congresso del Pcc; e scopriremo l’erede dell’erede dell’erede al Trono d’Inghilterra.

E poi ci sono personaggi che entrano nell’Anno Nuovo fra dubbi sul loro futuro, oppure apprensioni sulla loro salute. E’ il caso del presidente venezuelano Hugo Chavez, che lotta contro un tumore,  o del simbolo della lotta all’apartheid Nelson Mandela, o dell’ex presidente americano George Bush, o dell’ex premier britannico Margaret Thatcher, senza citare l’immarcescibile leader rivoluzionario cubano Fidel Castro.

Dubbi, e timori, anche per Hillary Clinton: un mese fa, pronta a prendersi un periodo sabbatico, forse per tornare in pista nelle primarie 2016 e riprovare a prendersi la Casa Bianca; oggi, impegnata a sbarazzarsi di un grumo al cervello dopo una caduta in casa. Riuscirà, a Hillary, l’ennesimo ‘come back’? Nell’attesa di scoprirlo, cominciamo a sfogliare l’album dei governatori e dei senatori degli Stati Uniti: lì c’è probabilmente la foto del presidente che succederà a Obama. Ma, per individuarlo, abbiamo quattro anni

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